Le cose da ricordare
- Il radar osserva il segnale restituito, non misura direttamente la pioggia al suolo in ogni punto.
- Colori e dBZ dipendono dalla scala della specifica mappa.
- Animare più frame aiuta a distinguere movimento ed evoluzione.
- Artefatti, orografia e distanza dal radar possono influenzare il dato.
Che cos’è un eco radar
Quando l’impulso incontra gocce, neve o grandine, una parte dell’energia torna verso l’antenna. Intensità e struttura del segnale vengono elaborate per rappresentare la riflettività e altri prodotti meteorologici.
Come leggere i dBZ
Il dBZ è una scala logaritmica: valori maggiori corrispondono in genere a segnali più forti. Ma la relazione tra riflettività e pioggia dipende dal tipo e dalla distribuzione delle particelle, quindi non esiste una conversione universale valida in ogni situazione.
Il movimento conta quanto il colore
Un singolo frame mostra dove si trovano gli echi in un istante. Una sequenza temporale permette di capire direzione, velocità e crescita o indebolimento. Questo è particolarmente utile nel nowcasting.
I principali limiti pratici
Il fascio radar sale rispetto al suolo con la distanza, i rilievi possono schermare alcune aree e fenomeni non meteorologici possono generare echi. Per una lettura robusta è utile integrare radar con satellite, fulmini e osservazioni.
Per approfondire
Fonti istituzionali e scientifiche
Questi collegamenti portano a enti pubblici o organizzazioni scientifiche autorevoli e sono proposti per approfondire i temi trattati nella guida.